Credo che la fotografia paesaggistica serva soprattutto a raccontare i luoghi e la loro storia, che non è necessariamente la grande Storia con la "S" maiuscola, ma spesso quella quotidiana delle persone che vi hanno vissuto e hanno fatto di una città, o di un paese, ciò che è. Nelle mie foto, spero di riuscire a raccontare un po' di queste piccole Storie, e rendere così i luoghi che amo interessanti e vivi per chiunque voglia visitarli.
Pubblico la maggior parte delle mie foto paesaggistiche su Panoramio, e intendo utilizzare questo spazio per esperimenti, approfondimenti e quant'altro sia inadatto a Google Earth.
Chiunque voglia lasciare un commento, scambiare opinioni o dare suggerimenti è il benvenuto!
Giacomo / giames

martedì 27 dicembre 2011


La Rocca d'Olgisio

La Rocca d'Olgisio è un massiccio complesso fortificato eretto su di un costone roccioso a picco tra le valli Tidone e Chiarone. Si ritiene che il primitivo nucleo derivi da una fortezza di origine bizantina o comunque tardoromana.
Secondo la tradizione, intorno alla metà del VI Secolo apparteneva al nobile Giovannato, le cui figlie, Liberata e Faustina, rifiutarono la ricca eredità paterna per fondare il Monastero di Sant'Ambrogio a Como.
La prima citazione scritta della Rocca risale in ogni caso al 1037, quando i monaci di San Savino acquistarono il castello da Giovanni, canonico della Cattedrale di Piacenza; I monaci tennero il feudo fino al 1296. Da allora, per un lungo periodo la Rocca passò varie volte di mano, e subì profonde modifiche strutturali. Dopo essere appartenuta ai Campremoldo, ai Della Rocca e ai Fontana, nel 1352 la Rocca d'Olgisio fu acquistata dai Visconti, che ne infeudarono i Dal Verme. Questi erano una famiglia di capitani di Ventura fedeli ai Signori di Milano, che ricompensarono la loro lealtà con diversi castelli del piacentino (ricordiamo, ad esempio, i castelli di Zavattarello, Bobbio e Lago). A parte alcune brevi interruzioni, i Dal Verme riuscirono a conservare il possesso della Rocca fino alla fine del feudalesimo.
Nel corso della sua lunga storia, la Rocca sostenne numerosi assedi, ma venne conquistata da un esercito in armi una sola volta, agli inizi del XVI Secolo ad opera dei Francesi in guerra contro il Ducato di Milano, e comunque solo grazie al tradimento di alcuni soldati della guarnigione.
La virtuale inespugnabilità del castello fu sempre motivo d'orgoglio per i feudatari che ne furono in possesso, ed è testimoniato dal motto Arx Impavida (ovvero fortezza senza paura), che ancora oggi si può leggere scolpito su un muro della corte interna.

venerdì 16 dicembre 2011

martedì 13 dicembre 2011


Estate in Val Trebbia: l'Ansa di Brugnello.

Brugnello è un gioiello di pietra, aggrappato ai costoni rocciosi che sovrastano le anse della Trebbia, dove il fiume si snoda come un serpente smeraldino, tracciando uno dei percorsi ambientali (e fotografici) più straordinari delle nostre montagne. La vista panoramica dal piazzale della chiesa dei Ss. Cosma e Damiano è senza paragoni.

Secondo la tradizione, Brugnello sarebbe stato fondato da un guerriero franco di nome Bren, o Brenus. Storicamente, il borgo costituì il centro amministrativo e militare più importante di questa parte della valle. Sottoposto alla signorìa dei Brugnatelli, passò nel XII Secolo ai Malaspina, che vi eressero un castello (di cui restano poche tracce). Nel 1361 il feudo venne ceduto ai potenti Visconti di Milano, attraverso i quali tornò poi a i Brugnatelli e infine ai Dal Verme, che lo tennero fino alla fine del feudalesimo.

domenica 11 dicembre 2011


Valle Sturla, Lago di Giacopiane. I Due Cieli.

Situato a 1012 m s.l.m., il Lago di Giacopiane è il terzo lago di Liguria per estensione (325.000 mq). Si tratta in effetti di una diga, un invaso artificiale creato negli anni 1920-26 sbarrando il corso del torrente Calandrino, affluente del torrente Penna. Ha una portata di 4.810.000 mc e una profondità massima di circa 33 m.
Detto questo, aggiungo che si tratta di uno dei luoghi più incredibili della Valle Sturla, un lago collocato non a fondovalle, ma sulle cime dei monti, uno scenario unico e magico, raggiungibile solo con una lunga strada sterrata, le cui calme acque restituiscono l'azzurro del cielo in un silenzio irreale.

venerdì 9 dicembre 2011


Lago delle Lame, Val d'Aveto genovese. 

Nei pressi del lago i monaci Benedettini avevano fondato, forse nel XI Secolo, un ricovero per pellegrini e viandanti, citato1352 come Hospitale S. Bartolomei in Lamis Vallis Avanti, di cui risulta ministro tale Federico Devoto fu Conforto.
L'esatta ubicazione della struttura è di difficile individuazione, perchè la zona, ricca di corsi d'acqua e stagni stagionali, ha probabilmente cambiato conformazione negli ultimi secoli, e del resto già nel 1622 il Vescovo di Tortona Paolo Arese ricevette dai valligiani la richiesta ufficiale di finanziare la ricostruzione dell'ospitale, evidentemente abbandonato e in rovina. Interessante una testimonianza resami da alcuni anziani della vicina Villa Cerro, secondo i quali i loro nonni avevano sentito raccontare a loro volta dai loro nonni che un terremoto, in epoca imprecisata, aveva sconvolto l'area del Lago, tanto che le sue scure acque avrebbero inghiottito una chiesa costruita proprio sulla sponda.
A questo proposito è significativa un'altra, meno nota, leggenda, che attribuisce la formazione del lago ad un intervento della Madonna, che avrebbe fatto sprofondare nel lago un villaggio, a causa dell'empietà dei suoi abitanti.

martedì 6 dicembre 2011

Giardino d'Autunno


Giardino d'Autunno

Con la Val d'Aveto apro questo blog. Questa foto è stata scattata ad Amborzasco, al limitare di un orto; si potrebbe intitolare "cogli l'attimo": ci sono ripassato una settimana dopo, e i fiori erano tutti appassiti.