Credo che la fotografia paesaggistica serva soprattutto a raccontare i luoghi e la loro storia, che non è necessariamente la grande Storia con la "S" maiuscola, ma spesso quella quotidiana delle persone che vi hanno vissuto e hanno fatto di una città, o di un paese, ciò che è. Nelle mie foto, spero di riuscire a raccontare un po' di queste piccole Storie, e rendere così i luoghi che amo interessanti e vivi per chiunque voglia visitarli.
Pubblico la maggior parte delle mie foto paesaggistiche su Panoramio, e intendo utilizzare questo spazio per esperimenti, approfondimenti e quant'altro sia inadatto a Google Earth.
Chiunque voglia lasciare un commento, scambiare opinioni o dare suggerimenti è il benvenuto!
Giacomo / giames

giovedì 12 gennaio 2012

Architettura Eulitica

ARCHITETTURA EULITICA

Tema di quest'album è l'architettura cosiddetta "eulitica", ovvero "della bella pietra". Essa si caratterizza per un uso altamente simbolico, quasi monumentale, della pietra locale per edificare case, porte, finestre e altri manufatti destinati alla vita quotidiana. Si tratta di uno stile confinato entro precisi limiti territoriali: l'area interessata è prevalentemente raccolta entro i bacini delle Valli dell'Entroterra Chiavarese (Sturla, Penna, Fontanabuona, Malvaro, Aveto), con occasionali sconfinamenti nelle Valli limitrofe, come la Val Trebbia, la Val Brevenna o l'Alta Val Nure. La manifestazione più frequente di questa vera e propria arte muraria sono i massicci architravi che conferiscono un senso di solennità e sacralità all'ingresso delle abitazioni: spesso è possibile leggere date e simboli religiosi incisi direttamente sulla superficie. Si ritiene, peraltro, che nella maggior parte dei casi le date (che variano solitamente dal XVI al XIX Secolo) non siano coeve agli edifici, ma aggiunte in epoca posteriore alla loro costruzione, in occasione forse di benedizioni, passaggi di proprietà o altri eventi socialmente rilevanti.
E' molto difficile stabilire una datazione precisa per i manufatti più antichi: lo studioso e paleografo O. Garbarino ha proposto una cronologia molto alta, che si spingerebbe fino al  VII Secolo, in piena dominazione Longobarda. Secondo altri storici, è possibile considerare plausibile tale ipotesi, ma solo a condizione di ritenere che le emergenze ad oggi visibili costituiscano semplici ripetizioni di uno stile molto antico erette in epoche più recenti, o al limite con materiali di riutilizzo.
Se i portali rappresentano l'aspetto più spettacolare dell'architettura eulitica, non possiamo non notare come, nell'ambito di queste tradizioni, siano visibli anche tracce di antiche superstizioni e credenze magico/scaramantiche, esemplificate dalle cosiddette "teste apotropaiche", ovvero sculture o incisioni raffiguranti volti umani (per lo più in atteggiamento minaccioso), che venivano posizionate in punti strategici dei centri abitati (sovraporta, fontane, inizio dei sentieri) con lo scopo di allontanare il Diavolo e altre forze del Male. Si tratta di testimonianze molto rare, difficili a vedersi tra i vecchi ruderi di case abbandonate, e ovviamente le cercherò tutte.